HOPESCHOOL

Adulti a scuola per costruire comunità

 



Perché una HopeSchool?

Siamo in un tempo alimentato dalla paura di non farcela e dalla consapevolezza che la crisi ha piegato certezze e sicurezze economiche di tanti e scalfito valori su cui per decenni le nostre comunità hanno costruito il loro esistere.
È un tempo complicato in cui la disperazione può diventare la nota dominante del nostro agire, pensare, riflettere.
La HopeSchool investe sull’idea che la Speranza non sia un affidarsi al cielo quando la terra frana. Sia invece la categoria che può innescare quei meccanismi personali e comunitari per generare comunità non solo resilienti ma anche ‘progettuali’, in grado di articolare azioni e impegni che declinino un presente capace di cambiamenti.
La scuola si prefigge di promuovere processi di resilienza e intraprendenza creativa nei giovani e negli adulti, nei soggetti dunque che, sebbene fuori dai percorsi di formazione obbligatoria, necessitano di apprendimento continuo nel tempo del caos, inteso – come negli studi di Morin e delle teorie della complessità – come vincolo che può diventare opportunità.

Perché partecipare?

Per acquisire competenze e chiavi di lettura in grado di trasformare la disperazione in azione, il lamento in progetto.
Per imparare a leggere nella realtà i segni che indicano e generano risposte altre.
Per connettere e connettersi a esperienza di rigenerazione delle comunità.

Scopri di più su HopeSchool

Il metodo scientifico

La Scuola è diretta da Antonia Chiara Scardicchio.
Ha ispirazione costruttivista e sistemico-relazionale. Il fondamento scientifico basilare è dato dalla HopeTheory nella formulazione di Snyder, integrato con le ricerche internazionali in tema di resilienza e con gli studi ispirati da Seligman e successori.

Leggi il Manifesto di HopeSchool


40
corsisti in aula
200
ore di confronto coltivate
500
semi di speranza piantati